I Luoghi del Commissario Maigret.

Il Quai des Orfèvres

Il palazzo di giustizia, noto nei romanzi di Georges Simenon come Quai des Orfèvres (o ancor più confidenzialmente il Quai), è il quartier generale della polizia giudiziaria, quindi il luogo di lavoro di Maigret e della sua squadra. Si trova, appunto, al numero 36 di Quai des Orfèvres, sulle rive della Senna, nella Île de la Cité, tra il Pont Neuf e Rue de la Cité. Il palazzo ospita sia la sede della polizia giudiziaria che la sede della procura.

Nei romanzi e nei racconti dedicati a Maigret ci sono diverse descrizioni dei suoi interni:

  • l’ufficio del commissario, con vista sulla Senna e lIl palazzo di giustizia, noto nei romanzi di Georges Simenon come Quai des Orfèvres (o ancor più confidenzialmente il Quai), è il quartier generale della polizia giudiziaria, quindi il luogo di lavoro di Maigret e della sua squadra. Si trova, appunto, al numero 36 di Quai des Orfèvres, sulle rive della Senna, nella Île de la Cité, tra il Pont Neuf e Rue de la Cité. Il palazzo ospita sia la sede della polizia giudiziaria che la sede della procura.Nei romanzi e nei racconti dedicati a Maigret ci sono diverse descrizioni dei suoi interni:
  • l’ufficio del Commissario, con vista sulla Senna e la stufa in ghisa, (anche dopo l’installazione nel palazzo dell’impianto di riscaldamento centralizzato), il porta pipe e la bottiglia di cognac per le occasioni speciali o gli interrogatori delicati;
  • l’ufficio degli ispettori, dove gli stretti collaboratori del commissario attendono gli ordini, che spesso ricevono in maniera brusca e inaspettata;
  • la sala d’attesa con vetri a vista, chiamata dagli agenti l’acquario, dove fanno anticamera i personaggi più disparati: dalle vecchie conoscenze, ai poveri diavoli, dagli informatori della polizia, alle persone qualunque che, per motivi diversi, chiedono un colloquio con il commissario;
  • la piccola porta che separa le due ali del palazzo (la polizia giudiziaria e la procura): un vero e proprio spartiacque tra due mondi distinti e separati e nonostante tutto tanto vicini e inscindibili;
  • gli ultimi piani del palazzo, che accolgono la sede dell’unità scientifica della polizia giudiziaria, diretta da Moers;
  • la stufa in ghisa, (anche dopo l’installazione nel palazzo dell’impianto di riscaldamento centralizzato), il porta pipe e la bottiglia di cognac per le occasioni speciali o gli interrogatori delicati;
  • l’ufficio degli ispettori, dove gli stretti collaboratori del commissario attendono gli ordini, che spesso ricevono in maniera brusca e inaspettata;
  • la sala d’attesa con vetri a vista, chiamata dagli agenti l’acquario, dove fanno anticamera i personaggi più disparati: dalle vecchie conoscenze, ai poveri diavoli, dagli informatori della polizia, alle persone qualunque che, per motivi diversi, chiedono un colloquio con il commissario;
  • la piccola porta che separa le due ali del palazzo (la polizia giudiziaria e la procura): un vero e proprio spartiacque tra due mondi distinti e separati e nonostante tutto tanto vicini e inscindibili;
  • gli ultimi piani del palazzo, che accolgono la sede dell’unità scientifica della polizia giudiziaria, diretta da Moers;

La Brasserie Dauphine è un luogo fittizio, spesso il commissario vi si reca per consumare pasti o aperitivi ed è sempre un garzone dalla brasserie colui che reca presso l’ufficio del commissario un vassoio di birre e panini durante le lunghe ore dedicate agli interrogatori.Nella zona del Palazzo di Giustizia di Parigi non esiste una Brasserie Dauphine, tuttavia di fronte alla facciata occidentale del palazzo si trova il Café Restaurant aux Trois Marches, che Simenon frequentava regolarmente.



Boulervard Richard-Lenoir.

È un viale alberato dell’XI arrondissement di Parigi, a circa metà strada tra l’Île de la Cité e il cimitero Père Lachaise, lungo circa un chilometro e mezzo.
Nella finzione dei romanzi, è la via in cui vivono Maigret e la moglie.


I Bistrot

I bistrot di Parigi sono luoghi ricorrenti in ogni inchiesta. Sono luoghi di appostamento da cui osservare gli indagati, luoghi in cui aspettare o fare una telefonata e ai cui gestori chiedere informazioni.

Contrariamente alla tradizione del giallo anglossasone, Maigret e suoi ispettori non si fanno problemi a bere bevande alcoliche in servizio, ogni indagine è costellata da birre, bianchini, calvados e armagnac, a volte usati come pretesto per una chiacchierata informale con gli indagati o altre persone utili all’inchiesta.

2 Risposte

  1. Complimenti per la splendida idea di creare questo interessante blog.
    Il commissario Maigret (soprattutto nell’interpretazione di Gino Cervi)è uno dei miei personaggi letterari preferiti.

  2. Grazie Sciura Pina :) abbiamo una passione in comune !

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